Fondi strutturali europei

La posizione della Regione nel dibattito post 2020

I documenti che affermano la posizione dell'Emilia-Romagna sul futuro bilancio dell'Ue

La politica regionale europea o politica di coesione è la principale politica di investimento dell’Unione europea e si attua attraverso i Fondi strutturali e di investimento (Fondi SIE). Ad essa l’Unione ha dedicato ingenti risorse sin dalla sua istituzione per il sostegno all’occupazione, la competitività delle imprese, la crescita economica, lo sviluppo sostenibile e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini in tutte le regioni e le città dell’Unione europea.

Con il Libro bianco sul futuro dell’Unione europea presentato dal Presidente Junker nel marzo 2017 e con la pubblicazione del documento di riflessione sulle finanze dell'Unione, la Commissione europea ha dato avvio al dibattito sul bilancio dell’Unione post 2020, che dovrà essere fortemente rivisto alla luce della Brexit e delle nuove sfide che l’Unione si trova ad affrontare: la crisi dei rifugiati, la difesa, il contrasto ai cambiamenti climatici.

La probabile evoluzione del dibattito sul bilancio post 2020 comporterà una forte riduzione delle risorse dedicate alla politica di coesione, che assorbe nel periodo 2014-20 circa un terzo del bilancio UE, con una dotazione di 325,149 miliardi di euro.

La Regione Emilia-Romagna ritiene che la politica di coesione sia una politica di sviluppo irrinunciabile in un'economia aperta come quella dell’Unione. Per questo si è impegnata a sostenere con forza il mantenimento delle risorse dedicate a questo ambito e delle sue specificità, che costituiscono un importante valore aggiunto:

  • l’approccio territoriale e la governance multilivello;
  • la programmazione strategica pluriennale;
  • l’orientamento ai risultati.

La Regione ha dunque contribuito attivamente al dibattito, partecipando alla stesura sia della posizione delle regioni italiane approvata in Conferenza delle regioni ad aprile 2017 che della posizione del Governo, approvata in Conferenza Stato-regioni a novembre. Ha inoltre condiviso una posizione comune nell’ambito della Rete CRPM delle Regioni periferiche e marittime e ha elaborato un proprio documento di posizionamento, che ha illustrato in occasione del Forum per la coesione di Bruxelles di giugno 2017 e del Regional discussion forum organizzato con il Parlamento europeo e ospitato dall’Assemblea legislativa regionale a settembre 2017.

Il 25 gennaio 2018 il Presidente Stefano Bonaccini e i presidenti delle regioni europee Assia, Nuova Aquitania e Wielkopolska - quattro Regioni che hanno una lunga storia di cooperazione istituzionale - hanno presentato alla commissaria europea Cretu una dichiarazione congiunta, intitolata “Manifesto for a Cohesion policy at the heart of Europe”. In questo documento le regioni sostengono con forza la necessità di una continuità della politica di coesione, non solo come strumento di riduzione dei divari territoriali ma come imprescindibile politica di integrazione europea e di avvicinamento delle istituzioni UE ai bisogni dei cittadini e delle comunità locali.

Il 6 febbraio 2018 la Commissione I dell’Assemblea legislativa ha approvato una risoluzione che rigetta la proposta della Commissione europea di reindirizzare le risorse aggiuntive derivanti dalla performance, destinata originariamente alle Regioni virtuose,  verso le riforme strutturali. La proposta viene contrastata perché viola il principio di sussidiarietà; nella risoluzione si ribadiscono inoltre i punti cardine della posizione regionale sulla politica di coesione.

Il 14 febbraio la Commissione europea ha pubblicato la comunicazione COM (2018) 98 “Un quadro finanziario pluriennale nuovo e moderno per un'Unione europea in grado di realizzare efficientemente le sue priorità post-2020”, come contributo alla riunione informale dei leader del 23 febbraio 2018, in cui presenta alcuni scenari per il futuro della politica di coesione.

L’8 marzo 2018 la Regione Emilia Romagna ha partecipato alla consultazione sul Quadro finanziario pluriennale post 2020 lanciata dalla Commissione europea, con un documento in cui condivide l’idea di un bilancio UE orientato alla produzione di beni pubblici europei e in grado di affrontare anche le nuove sfide che l’Europa si trova a fronteggiare, ma contesta l’idea di un gioco a somma zero in cui l’allocazione di risorse su nuove priorità politiche comporti il taglio di altre politiche, in primis la politica di coesione e la politica agricola comune. La Regione Emilia-Romagna è favorevole a un aumento della dotazione complessiva del bilancio UE post 2020, adeguata ad affrontare tutte le sfide, sia in tema di gestione dei flussi migratori e di sicurezza comune, di inclusione sociale e di lotta alla povertà, sia nella prospettiva di crescita in un contesto globalizzato, in cui il posizionamento competitivo dell’economia europea passa attraverso l’aumento di valore aggiunto, anche grazie alla cooperazione tra territori lungo le catene del valore. A questo fine è essenziale che si realizzi l’integrazione tra le politiche settoriali di investimento su ricerca e innovazione e le politiche territoriali di sviluppo e coesione che valorizzano gli asset locali, incluso il capitale umano, e che si basano su meccanismi di partecipazione e gestione condivisa.

Il dibattito è ancora in corso e porterà alla presentazione di una proposta di quadro finanziario pluriennale post 2020 da parte della Commissione europea il 2 maggio 2018.

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Pubblicato il 14/12/2017 — ultima modifica 26/03/2018

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