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Cooperazione internazionale. Un ponte tra Emilia-Romagna e Libano

L'esperienza di welfare della Regione a supporto del Paese mediorientale. La vicepresidente Gualmini: "Mettiamo la nostra conoscenza ed esperienza a disposizione di chi ne ha più bisogno"

L'Emilia-Romagna scelta per partecipare ad un progetto delle Nazioni Unite legato all'emergenza umanitaria del Paese. Obiettivo: fornire supporto al ministero delle Politiche sociali e alla crescita dei Centri di sviluppo sociale che danno assistenza alla popolazione, in particolare anziani, donne, disabili e bambini. Cinque le città di intervento, tra cui Beirut

Bologna - L’Emilia-Romagna mette la propria esperienza di welfare a disposizione del Libano, per fornire supporto al ministero delle Politiche sociali ed in particolare ai servizi dei Centri di sviluppo sociale presenti nel Paese mediorientale. Ovvero le strutture, circa 220, che aiutano la popolazione, in particolare anziani, donne, disabili e minori, messi a dura prova dall’emergenza sociale e umanitaria conseguente anche alla guerra siriana.
Gli interventi, incentrati principalmente su attività formativa e di consulenza in loco, sono destinati a cinque Centri che offrono assistenza medica, sostegno alle famiglie in condizioni di povertà, programmi psicosociali e didattici, custodia dei bambini e servizi per la disabilità, collocati nella capitale Beirut e a Trabluos, Jbeil, Baisariyeh e Zahie.  

Di questo progetto si è parlato oggi in Regione, dove la vicepresidente e assessore al Welfare, Elisabetta Gualmini, ha ricevuto una delegazione libanese - guidata dal direttore generale del ministero degli Affari sociali, Abdallah Ahmad - che sta facendo tappa in varie realtà sociosanitarie emiliano-romagnole per toccare con mano il loro funzionamento: asili, case della salute, residenze per anziani, cooperative, amministrazioni comunali e aziende di servizi alla persona.
L’Emilia-Romagna infatti, assieme a Liguria e Toscana, è partner dell’iniziativa di cooperazione internazionale ‘Lebanon Host Communities Support Project’, avviata nel 2014 e finanziata dalle Nazioni Unite, ed è stata scelta dal ministero degli Esteri italiano e degli Affari sociali libanese, proprio in quanto considerata un’eccellenza nel campo delle politiche sociali. Il supporto ha l’obiettivo di ridisegnare la rete dei Centri libanesi in termini di organizzazione, innovazione dei servizi, competenze degli operatori, integrazione delle risorse.

“In questo intervento di cooperazione internazionale- ha sottolineato Gualmini- mettiamo a disposizione la nostra competenza ed esperienza a servizio di un Paese che sta vivendo una situazione di enorme difficoltà. L’Emilia-Romagna è stata indicata per il suo modello di welfare, e non ci siamo tirati indietro. Si tratta di un progetto particolarmente interessante perché ha un obiettivo molto concreto: migliorare i servizi sociali e sanitari destinati alle fasce più vulnerabili della popolazione”. 

Il progetto ‘Lebanon Host Communities Support Project’
‘Lebanon Host Communities Support Project’ è un progetto nato nel 2013 e finanziato dalle Nazione Unite (Undp Libano) attraverso il sostegno di diversi partner internazionali, a partire dal ministero degli Esteri italiano. Ha come riferimento governativo in Libano il ministero degli Affari Sociali e si connota come intervento legato all’emergenza sociale e umanitaria del Paese. In questi anni, infatti, il numero dei profughi siriani e palestinesi è aumentato fino a raggiungere la cifra di 1,6-2 milioni di persone, pari al 35/40% della popolazione complessiva, con enormi impatti dal punto di vista della coesione e dell’emergenza sociale. Il progetto riguarda tutto il territorio nazionale e mira a contribuire ad aumentare la stabilità nelle aree colpite dalla crisi siriana attraverso il miglioramento dell’assistenza sanitaria e sociale. L’obiettivo generale è quello di migliorare la sicurezza della comunità, la ripresa economica e la stabilità attraverso la fornitura di servizi sociali a livello locale.
La collaborazione tra Regione Emilia Romagna e ministero libanese nasce nel 2014, quando Undp Libano ha rivolto - in accordo con il ministero degli Esteri Italiano - una richiesta di collaborazione ad alcuni partner italiani che rappresentano  nella  storia  europea, quindi  mediterranea, un  buon esempio di processi di decentramento amministrativo. L’Emilia- Romagna è stata contattata in quanto considerata un’eccellenza in questo campo. Pertanto Undp ha firmato con la Regione una dichiarazione congiunta che ha dato il via a rapporti istituzionali tra le due organizzazioni e successivamente tra Regione Emilia-Romagna e ministero libanese. In seguito, nel 2015, Undp ha firmato un accordo anche con la Conferenza delle Regioni. Negli anni successivi alla firma dell’intesa sono state realizzate alcune missioni tecniche (coordinate da Ervet, agenzia per lo sviluppo territoriale dell’Emilia-Romagna) che hanno permesso di comprendere i bisogni e il tipo di assistenza che la Regione può concretamente offrire alle autorità libanesi.

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Pubblicato il 08/09/2017 — ultima modifica 08/09/2017

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